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Depero futurista e I' influenza del futurismo sull'arte d'avantguardia ungherese

Mostra organizzata dal Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Roverto e dalla Galleria Nazionale Ungherese in collaborazione con I'Ambasciata d' Italia a Budapest e con I'lstituto di Cultura

BIOGRAFIA

Fortunato Depero nasce nel 1892 a Fondo, un paese di montagna nel Trentino, all'epoca periferia sud dell'Impero austro-ungarico. Giovanissimo si trasferisce con la famiglia a Rovereto dove s'iscrive alla Scuola Reale Elisabettina, un istituto tecnico di arte applicata. Ben presto abbandona la scuola e tenta il mestiere di scultore: si trasferisce a Torino dove per alcuni mesi lavora come apprendista nella bottega di Gelsomino Scanagatta. Realizza le prime opere d'arte nel 1907: questi sono dipinti, disegni, acquerelli e sculture. L'anno seguente si presenta all'Accademia delle Belle Arti di Vienna ma gli viene negata l'ammissione.

Nel 1911 rientra a Rovereto e organizza la sua prima mostra alla libreria di Giovanni Giovannini, un mecenate locale: presenta disegni in stile realista e simbolista. Nel 1913 si reca a Firenze insieme al suo amico Tullio Garbari; vedendo una copia del giornale decide di avvicinarsi al Futurismo. Nel mese di giugno dello stesso anno pubblica un piccolo libro dal titolo Spezzature: impressioni - segni - ritmi, una raccolta di prosa, poesia e disegni grotteschi e simbolisti. Il suo primo soggiorno a Roma nel dicembre del 1913 rimuove dalla sua pittura ogni traccia di decadentismo simbolista e preannuncia la virata in direzione futurista. Alla Galleria Sprovieri, Depero visita la mostra di disegni e sculture di Boccioni: rimane folgorato. Incontra Giacomo Balla, il poeta-pittore Cangiullo e Filippo Tommaso Marinetti.

Nell'aprile del 1914, pochi mesi dopo l'arrivo a Roma, Depero e invitato a partecipare all'Esposizione Libera Futurista Internazionale alla Galleria Sprovieri di Roma accanto ad artisti come Kandinsky, Archipenko, Marinetti, Cangiullo, Balla, Martini, Prampolini, Gino Rossi, Sironi. Nel maggio del 1914 Depero ritorna a Rovereto, ma subito dopo, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, ripara in Italia, a Roma, questa volta in compagnia della futura compagna di vita, Rosetta Amadori. Nell'inverno del 1914-1915 Boccioni fa visita nello studio di Depero per vedere le sue "costruzioni mobili-plastiche-sonore" . Nel marzo del 1915 Depero pubblica con Giacomo Balla il manifesto Ricostruzione Futurista dell'Universo, nel quale si teorizza la fusione delle arti e una stretta relazione tra arte e vita. Nello stesso anno e ammesso ufficialmente nel movimento futurista, di cui pero fin dall'anno precedente e parte attiva. Nel corso del maggio successivo si arruola come soldato volontario nell'Esercito Italiano, va al fronte anche se dichiarato non idoneo al servizio militare.

Nel 1916 Sergeij Diaghilev, impresario dei Balletti Russi, gli commissiona la scenografia e i costumi per il balletto di Igor Stravinsky Le Chant du Rossignol. Grazie a Diaghilev, Depero incontra il ballerino Massine e molti artisti facenti parte dell'entourage dell'impresario russo, fra cui Picasso, Larionov e la Goncharova. Nella primavera dello stesso anno Diaghilev gli chiede di disegnare i costumi per il Giardino Zoologico di Francesco Cangiullo, un balletto su musiche di Ravel ma il progetto non viene portato a termine.

Nel 1917 frequenta il poeta svizzero Gilbert Clavel, con il quale soggiorna a Capri. L'incontro con il poeta lo spinge alla sperimentazione teatrale e lo avvicina al clima magico del surrealismo e della metafisica, come dimostrano le illustrazioni del libro Un istituto per suicidi. Nel 1918 nascono cosi per il "Teatro Plastico" i Balli Plastici, spettacolo di marionette al Teatro dei Piccoli, composto di cinque azioni mimiche, musicate da Alfredo Casella, Malipiero, Béla Bartók, Tyrwhitt.

Al termine della guerra, torna a Rovereto e con la collaborazione della moglie Rosetta, apre la Casa d'Arte Futurista Depero dove produce tarsie in panno, collages, oggetti d'arte applicata, manifesti pubblicitari, progetti per arredamenti d'interni. Nel settembre del 1921, su richiesta del drammaturgo Gino Gori, inizia la decorazione e l'arredamento del Cabaret del Diavolo. Il Cabaret era una sorta di bolgia dantesca dove si esibivano futuristi, anarchici, dadaisti e metafisici. Nel 1923 e invitato alla Mostra Internazionale delle Arti Decorative di Monza, nel 1925 con Balla e Prampolini rappresenta l'Italia alla Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes di Parigi. Due anni piu tardi pubblica il volume , noto come "Libro imbullonato" , primo esempio di libro-oggetto futurista.

Nel settembre 1928 e a New York dove svolge un'intensa attivita nei settori della scenografia teatrale e della pubblicita. Collabora con le riviste , , e e con gli scenografi e coreografi del Roxy Theatre. Rientrato in Italia nel 1930, fonda e dirige la rivista e dedica un numero speciale alla vita e alle opere di Boccioni.

Nel 1940 pubblica la sua autobiografia integrata con vari scritti, disegni, cataloghi delle sue mostre: F. Depero nelle opere e nella vita. Dal 1947 al 1949 torna negli Stati Uniti, un soggiorno che gli porta poca fortuna. Al suo ritorno a Rovereto si dedica a grandi opere pittoriche murali come la decorazione della Sala del Consiglio Provinciale di Trento. Nel 1957, in collaborazione con il Municipio di Rovereto, progetta e realizza la Galleria Museo Fortunato Depero, il primo museo futurista italiano, aperto al pubblico in data 11 agosto 1959. Nello stesso anno Depero, molto malato, partecipa alla mostra realizzata nel Palazzo Barberini in occasione del 50° anniversario del manifesto futurista.



Muore nel 1960 a Rovereto lasciando un fondo di oltre 3500 opere alla citta di Rovereto, ora entrate a far parte delle collezioni permanenti del Mart - Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto.

IL FUTURISMO

Il futurismo e l'invenzione di Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944), poeta e letterato, nato ad Alessandria d'Egitto e vissuto a lungo tra l'Italia e la Francia. Marinetti, chepubblica il Manifesto del Futurismo nel 1909 su "Le Figaro", e i giovani artisti che si riuniscono attorno a lui, proclamano "la radiosa magnificenza del futuro" attraversoun'estetica fondata sui nuovi miti dell'eta moderna: la macchina, la velocita, il progresso.

Sulla base di queste premesse, Balla, Boccioni, Carra, Russolo, Severini, che aderiscono al movimento con due manifesti pubblicati nel 1910 (Manifesto dei pittori futuristie Manifesto tecnico della pittura futurista), giungono a una radicale trasformazione del linguaggio artistico, attraverso i nuovi strumenti del dinamismo e della simultaneitadella visione.

In violenta polemica con il passatismo culturale borghese, animati da una concezione vitalistica, che faceva riferimento a Bergson ma anche a Nietzsche, i futuristi fannopiazza pulita della tradizione pittorica ottocentesca. Rinnovano temi e soggetti dei loro quadri: la citta industriale innanzitutto, con la sua folla brulicante, i cantierirumoreggianti e i tram in continuo movimento, con i suoni, le luci, i rumori e la velocita, che bene rappresentano il ritmo frenetico della vita moderna.

La nuova estetica futurista vuole mettere lo spettatore al centro del quadro, ovvero al centro di una rappresentazione dove, grazie alla simultaneita spazio-temporale,e possibile percepire la nuova realta del tempo moderno, che si mostra non piu come un insieme ordinato e sequenziale di oggetti, ma piuttosto come un assemblageframmentario di forme, di luci e di colori, governato dal dinamismo delle linee-forza, moltiplicatrici straordinarie delle ombre e delle luci, dei pieni e dei vuoti, delle pause edei rumori.

Dopo la tragica morte di Umberto Boccioni, il piu grande interprete del futurismo, avvenuta nel 1916, il movimento trova nuova linfa vitale nel manifesto RicostruzioneFuturista dell'Universo pubblicato nel 1915 dagli "astrattisti futuristi" Giacomo Balla e Fortunato Depero. Giovane artista di origine roveretana, quest'ultimo era stato accoltoufficialmente nel gruppo futurista nel 1915, con una lettera a firma di Boccioni, Marinetti, Russolo, Carra.

Da questo momento svolgera un ruolo fondamentale per gli sviluppi del movimento, anche attraverso una lunga pratica nel settore delle arti applicate. Nel manifestovengono di fatto poste le basi teoriche per l'allargamento dell'estetica futurista a ogni aspetto della vita: "Noi futuristi, Balla e Depero - scrivono i due artisti - vogliamorealizzare questa fusione totale per ricostruire l'universo rallegrandolo, cioe ricreandolo integralmente. Daremo scheletro e carne all'invisibile, all'impalpabile, all'imponderabile,all'impercettibile. Troveremo degli equivalenti astratti di tutte le forme e di tutti gli elementi dell'universo, poi li combineremo insieme, secondo i capricci della nostraispirazione, per formare dei complessi plastici che metteremo in moto."

Con queste parole Balla e Depero prefigurano una nuova frontiera per la loro sperimentazione: e la pittura degli equivalenti astratti, costituita appunto da forme astratte, chetraducono sulla tela, ma anche nella dimensione tridimensionale della nuova scultura da loro chiamata "complesso plastico", le forme esistenti in natura, forme che oramaila pittura moderna non puo piu rappresentare, se non ricorrendo appunto all'analogia. Oltre alle analogie astratte, il Manifesto contiene la prima teorizzazione in epocacontemporanea del binomio arte/vita, un binomio che, se aveva avuto illustri precedenti soprattutto nella cultura mitteleuropea della "Gesamtkunstwerk" e nelle linee-guidadelle Wiener Werkstätte, appariva del tutto nuovo nel panorama della cultura italiana del tempo. L'idea di un radicale intervento di trasformazione dell'ambiente umano,dall'architettura al design, dalla pubblicita alla moda, trova una delle sue piu importanti realizzazioni nella Casa d'Arte Futurista, laboratorio specializzato nelle arti applicate,fondato da Depero a Rovereto nel 1919.

L'officina di Depero propone, attraverso i suoi manufatti, un radicale rinnovamento degli oggetti e degli ambienti della vita quotidiana. I giocattoli non sono "caricaturecretine d'oggetti domestici" ma sono ideati per allenare il bambino all'immaginazione e adatti anche all'adulto perché lo conserveranno "giovane, agile, festante, disinvolto,pronto a tutto". I mobili sono creati per stabilire nuove relazioni tra la forma e l'ambiente circostante, caratterizzati da strutture essenziali e da linee dinamiche.

Tra gli oggetti prodotti nel laboratorio, spiccano le tarsie in panno, le prime creazioni realizzate dall'azienda artigianale che Depero dirige, con l'aiuto della moglie Rosetta.Queste composizioni in stoffa derivano dall'uso del collages, sperimentato da Depero in occasione dello studio dei costumi e delle scenografie per il suo Teatro Magico.Il piccolo formato e destinato a rivestire cuscini, mentre le composizioni piu grandi divengono arazzi che rivestono intere pareti. La lunga pratica nel campo delle artiapplicate, e in particolare le collaborazioni per il teatro (nel 1917 viene chiamato da Diaghliev a realizzare costumi e scenografie per Le Chant du Rossignol), influenzerannoprofondamente anche la ricerca pittorica di Depero, nella piena affermazione di un'estetica futurista globale, che abolisce ogni gerarchia tra i linguaggi artistici.

Cosi, in opere quali Meccanica di ballerini, si avverte l'influenza dell'esperienza dei Balli Plastici, spettacolo di marionette messo in scena nel 1918 al Teatro dei Piccoli diRoma, ed elaborato a stretto contatto con il poeta svizzero Gilbert Clavel. Depero inventa un linguaggio fantastico, giocoso, dove la sintassi cubo-futurista diviene lostrumento per mettere in scena spazi magici, popolati da automi, figure meccaniche dalle forme semplificate di solidi geometrici.

Questo stile "magico-meccanico" caratterizza anche le sperimentazioni di Depero nel campo della pubblicita, settore nel quale l'artista roveretano svolge un'attivita digrande originalita e straordinaria forza innovativa, ponendo le basi per i moderni sviluppi del linguaggio della comunicazione di massa.



L'INFLUENZA DEL FUTURISMO SULL'ARTE D'AVANGUARDIA UNGHERESE

La mostra dell'opera di Fortunato Depero e accompagnata da 60 pezzi di opere di artisti ungheresi, impegnati ad operare, fin dagli anni '10 del Novecento, sulla scia delletendenze avanguardistiche contemporanee. Lajos Kassák, il poeta leader degli attivisti, fondatore di una rivista si e messo a capo di quel gruppo di artisti giovani conintenzione di portare novita nell'arte che cercavano forme moderne delle espressioni artistiche per esprimere in modo adeguato la vita in Ungheria all'inizio del secolo 20.Nello slancio di volere novita accoglievano con entusiasmo ogni iniziativa artistica che poteva portargli impulsi freschi, energie incorraggianti. Loro seguivano con attenzionele varie manifestazioni delle tendenze europee contemporanee superando gli insegnamenti del modernismo nell'arte e nella letteratura che si basava sulle tradizioni delpostimpressionismo e del simbolismo francesi.

Non e un caso, quindi, che la mostra dei futuristi ed espressionisti, presentata a Budapest nel Salone Nazionale nel gennaio del 1913, abbia riscosso molto interesse.Un gruppo relativamente stretto degli intellettuali ben informati sull'arte europea potevano gia conoscere le opere di Umberto Boccioni, Carlo D. Carra, Luigi Russolo, GinoSeverini, e sono giunte anche in Ungheria le notizie sulle esibizioni scandalose e espressioni burrascose di Filippo Tommaso Marinetti, considerato "coffeina dell'Europa".Per alcuni sicuramente era conosciuto anche il suo Manifesto del futurismo, pubblicato nel 1909 sulle pagine di Le Figaro di Parigi, diventato uno dei manifesti piuimportanti della filosofia dei futuristi. A partire dal 1910 le riviste ungheresi di arte e di letteratura davano notizie, con una relativa regolarita, sugli eventi e sulle mostre,a volte scandalosi, riguardanti le tendenze avanguardistiche. A distanza di tempo e dal punto di vista della storia dell'arte ormai si puo costatare che alla mostra di Budapestsono stati esposti alcuni capolavori assoluti della pittura del futurismo come La risata (1911) di Umberto Boccioni, La rivolta (1911) di Luigi Russolo, La danza delpan-pan al "Monico" (1909-1911) di Gino Severini, Funerali dell'anarchico Galli (1910-1911) di Carlo D. Carra. Queste opere hanno cambiato radicalmente il pensierosulla pittura e hanno dato un importante slancio a tutte le ricerche visive svolte in seguito.

Nella seconda meta degli anni '10 del Novecento le ricerche per rinnovare l'arte ungherese si ispiravano a tre tendenze europee: futurismo, espressionismo e cubismo.Tra le tendenze internazionali che arrivavano sempre con ritardo in Ungheria, nessuna e stata seguita come unica esclusiva. Era l'intenzione di creare una visione nuova edi costruire sulle basi dei risultati dell'insieme di queste tendenze che cercava nuove strade sulla scena della vita d'arte ungherese. I veri depositari delle innovazioni dellapittura futurista erano Lajos Kassák e il suo cerchio di giovani attivisti. Dalla pittura futurista italiana gli ungheresi hanno preso soprattutto gli elementi che incorraggiavanoazioni rivoluzionarie: combattere con dinamismo, scontrarsi con forze opposte, movimentare le masse. I disegni di guerra, i soldati in marcia di Béla Uitz, gli alfieri ei manifestanti di Sándor Bortnyik o le composizioni in inchiostro di János Schadl presentano l'influenza formale della struttura dinamica e delle linee di forza spezzettatedei futuristi.

Nel 1921 Béla Kádár e Hugó Scheiber partono da Vienna per Berlino. Nella Berlino degli anni '20 i due pittori ungheresi scoprono le novita, le decorative espressioni delletendenze del cubismo, del futurismo, dell'espressionismo. Si mettono a lavorare con forme semplificate, piani spezzati e ricostruiti, linee slanciate, forme deformate.La nuova tematica del futurismo, quella che riguardava il pulsare delle metropoli, la rappresentazione della velocita, del movimento, del ritmo appare soprattutto nelle operedi Scheiber. Egli era attratto dalla spettacolarita del circo e del varieta, dalla decadenza mondana dei cabaret. In alcune sue opere rappresentava la citta, la follarigurgitante dall'alto, dalla vista a volo d'uccello. Béla Kádár organizzava in un sistema ben codificabile i motivi schematici del folclore ungherese nelle sue impressionantiscene campestri. Per rendere dinamiche le superfici piane egli seguiva la pratica della composizione cubista-futurista: rappresentava lo spazio e il tempo con formedecomposte, rovesciate, stilizzate. Nei quadri con figure stilizzate Kádár evoca il tempo e lo spazio dinamizzando le superfici piatte, dimostrando cosi interessante affinitacon le intenzioni simili di Depero.

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